Assemblea giornata della memoria


Giovedì 24 Gennaio si è tenuta la seconda assemblea dell'anno scolastico 2018/2019, riguardante il tema della shoah. Per prima cosa, come solito, abbiamo visto un film, questa volta si è scelto il film “Ogni cosa è illuminata”. Protagonista di questo film è Jonathan Safran Foer, un ebreo americano che, dopo la morte del nonno,  decide di trovare in Ucraina la donna che salvò suo nonno dai nazisti. Ad accompagnarlo in questo viaggio ci saranno due abitanti di Odessa, Alexander e suo nonno. Simbolico nel film è il personaggio del nonno: egli si finge cieco, come se volesse negare il passato, come se non volesse piú vederlo. Alla fine del film si scoprirà ebreo, cosa paradossale, visto che dai suoi comportamenti iniziali sembrava avere opinioni antisemite. Anche questo è simbolo di voler dimenticare e rinnegare il passato, e tutto ció culminerá in un gesto drammatico.

Successivo al film c'è stato l'intervento del prof. Feltri. Ha iniziato il suo discorso parlandoci del nazismo in generale ,per poi concentrarsi sullo schema e sulla struttura dei campi di concentramento, il tutto accompagnato da immagini. Per fare degli esempi ci ha dato tante informazioni sul campo di Auschwitz che era una vecchia caserma dell’esercito poi trasformata in un campo di concentramento all’insegna di “il lavoro rende liberi”. Si mostrò facile deportare tanti ebrei ad Auschwitz, quindi vennero costruiti altri campi del complesso, tra cui quello di Birkenau (Auschwitz II) e quello di Monowitz (Auschwitz III). Spesso ci è  stato citato il libro “Se questo è un uomo” di Primo Levi per dirci ad esempio che tutti gli ebrei venivano rasati e ciò significava trasformarli tutti in soggetti uguali: questo è il primo passo verso la perdita della propria identità, il secondo sarà perdere il nome che solo ad Auschwitz verrà sostituito con un numero.
Successivamente c’è stata una mezz’oretta di domande, una di queste è stata da chi vengono distrutti i campi di concentramento visto che di alcuni non ne è rimasto quasi nulla. La risposta è stata che bisogna prendere caso per caso; Treblinka ad esempio è stata distrutta dai nazisti in modo da eliminare tutte le tracce, Mauthausen invece era una struttura in mattoni e quindi più difficile da distruggere, dunque è rimasta integra. Poi si è chiesto al prof. Feltri cosa ne sapessero gli abitanti dei dintorni di quello che avveniva nei campi e anche qui va preso caso per caso. Di Mauthausen ad esempio si sapeva quello che accadeva, di Treblinka invece sapevano qualcosa solo i pochi contadini dei dintorni, e molti di loro, appena il campo venne evacuato, scavarono nei terreni del campo pensando che gli ebrei avessero nascosto qualcosa, data la loro ricchezza, cercano quindi di saccheggiare il campo, ma ovviamente senza esito.
L’assemblea è stata molto interessante, peccato che la presenza degli studenti fosse decisamente scarsa.


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