SARDINE

Il 18 Novembre, 7000 persone, tra giovani e famiglie, si sono radunate in Piazza Grande a Modena aderendo a un flash-mob per contestare l’evento elettorale di Matteo Salvini a sostegno di Lucia Borgonzoni, candidata di centrodestra alla presidenza dell’Emilia-Romagna per le elezioni regionali del Gennaio 2020.
Le migliaia di manifestanti, numerosi nonostante la pioggia, hanno riempito Piazza Grande, che si presentava come un mare di ombrelli multicolore. La partecipazione spontanea, non organizzata da nesun partito politico, nata sull’onda del successo del flash-mob delle “sardine” a Bologna del 14 Novembre, voleva testimoniare una presenza pacifica contro la volontà della Lega di cambiare il governo della Regione. Sotto gli ombrelli, muniti di sardine ritagliate, appese, indossate, i presenti hanno intonato ‘Bella Ciao’ e ripetuto lo slogan “Modena non si lega”; tutto questo in assenza del diretto interessato: infatti Salvini ha modificato la sua agenda per non essere in città durante la manifestazione, ed è arrivato soltanto alle 20:30 in occasione di una cena in hotel, spostando l'evento a Sassuolo (politicamente più favorevole) e dichiarando “Andate a chiedere se non si vergognano di far politica in questa maniera”.
Com'è nata l'idea delle "sardine"?
Mattia Santoni, trentasettenne laureato alla facoltà di Scienze Politiche ha dichiarato di trovare sgradevole che, nella "rossa" Bologna, la Lega di Matteo Salvini facesse campagna elettorale intensa e aggressiva senza reale opposizione.
Da qui l'idea che venisse contrapposta una sorta di manifestazione, individuando nel flash-mob lo strumento più adatto: un raduno di più persone, convocate tramite i social network in un luogo pubblico per inscenare un'azione insolita, improvvisa e breve, al fine di portare l’attenzione sul contenuto.
Il paragone con le "sardine" nasce dall'idea di stare tutti stretti come sardine in scatola a testimoniare che lo schieramento antileghista è forte e numeroso. "Vicini e silenziosi come pesci per abbassare i toni da quella che, via Facebook, è stata definita retorica populista".
L'invito sul social recitava: "Nessuna bandiera, nessun partito, nessun insulto. Crea la tua sardina e partecipa alla prima rivoluzione ittica della storia".
Dopo i successi delle manifestazioni di Bologna e Modena, le sardine hanno iniziato a diffondersi in tutta Italia con gruppi facebook che, nel giro di poche ore, hanno ricevuto migliaia di adesioni, generando un movimento inaspettato per i numeri e per efficacia nella visibilità mediatica.
La risposta del leader della Lega, da parte del suo team di comunicazione social, si è manifestata con un post su Twitter: la foto di un gatto con in bocca una sardina e la frase “cosa c’è di più dolce e bello dei gattini?”
Fa riflettere come tante persone abbiano aderito a questa iniziativa, totalmente spontanea e pacifica.
L’alto numero di manifestanti forse testimonia che lo spazio politico per il dibattito è attualmente assente e che  molte persone sentono quindi la necessità di far senitre la propria opinione. 



Alice Zini

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