Vivere est cogitare


Il 18 Dicembre 2019 è stato pubblicato sul quotidiano “La Pressa” un articolo in cui il senatore della lega Stefano Corti chiedeva un incontro con gli studenti del liceo Tassoni. Sull’ultimo numero di “Elemento 38”, il giornalino scolastico del liceo, è stato pubblicato l’articolo “La pericolosità del leader”, che ha catturato la sua attenzione. L’invito del senatore è stato rifiutato dagli studenti, che hanno motivato la decisione con: “Noi a scuola non vogliamo fare politica perché non è il luogo idoneo, noi a scuola studiamo per scegliere in modo autonomo”.

È stato cortese da parte del senatore offrirsi di fare un incontro, coinvolgendo anche altri partiti politici? Perché la stessa proposta non è stata fatta anche alle altre scuole, come il nostro amato liceo Wiligelmo? Forse perché loro hanno scritto l’articolo “incriminato” e noi no? Quindi, è necessario scrivere qualcosa di “sbagliato” per attivare l’attenzione sull’universo giovanile? Forse, ci sono ragioni propagandistiche?

Leggendo l’articolo “La pericolosità del Leader”, non vedo l’intenzione da parte dello studente (o dei docenti) di inveire contro uno schieramento politico in particolare; nell’articolo vengono citate varie figure storico-politiche, ma l’elenco di personaggi come Robespierre o il Fuhrer intende  esclusivamente proporre esempi di leader. L’articolo vuole porre l’attenzione sul fatto che, spesso, la massa si lascia influenzare da un leader abbracciandone le teorie. Un qualunque paragone fra il Fuhrer e un altro personaggio politico moderno è completamente fuori luogo.

Ma al giorno d’oggi la politica sembra una gara a chi trova più difetti negli altri, a chi critica in modo più plateale. L’opposizione critica ma non propone, i politici si insultano in televisione, talvolta arrivando ad alzare le mani, e ci si preoccupa per l’articolo di un giornalino scolastico?

La seconda obiezione nei confronti del senatore Corti riguarda la sua affermazione:


Mi chiedo come sia possibile che un articolo di questo tono, evidentemente sfuggito ad ogni opportuno controllo, possa trovare spazio sulle colonne della rivista ufficiale di uno dei principali licei modenesi'

Credo che sia nostro diritto poter esporre le nostre opinioni in piena libertà senza la censura di nessuno. La libertà di stampa è uno dei principi cardine della democrazia, i giornalini scolastici sono la voce di noi studenti, rappresentano le nostre idee, i nostri interessi e le nostre aspettative. Perché censurarli? Se gli articoli non sono offensivi e non utilizzano un linguaggio volgare, devono poter essere pubblicati. Possono essere criticati, ma la critica deve essere costruttiva, permettere un confronto rispettoso da ambo le parti e concludersi con una stretta di mano.

Come diceva Cicerone:

Vivere est cogitare

 (Vivere è pensare)

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