La battaglia tra Diego e Maradona

Come si riassume la vita di un uomo come Diego Armando Maradona? Una persona allo stesso tempo amata e odiata, che doveva costantemente bilanciare la persona di Diego con il personaggio di Maradona. 


Nasce a Villa Fiorito, una favela in provincia di Buenos Aires, dove alla maggior parte delle famiglie mancano l'acqua e le fognature. E' l'ultimo di cinque figli, quattro femmine erano nate prima di lui e suo padre non ne voleva più.  Usciva ogni mattina alle 4 e tornava stanco morto addormentandosi d'improvviso davanti ai figli. E' sempre stato contento di avere un figlio come Diego, anche se lui era principalmente legato alla mamma. 

Da piccolo non amava giocare con gli altri bambini, esistevano solo lui e il pallone. Da adolescente entra a far parte di una squadra ed è presto chiamato dall'Argentinos Juniors, che gli offre  anche un appartamento. Dunque, a soli 15 anni, inizia a mantenere da solo la sua famiglia.

Inizia a farsi un nome come professionista nel Boca Juniors e successivamente viene chiamato dal Barcellona. Viene presentato come il giocatore più costoso del mondo, tuttavia la sua esperienza in Spagna non è brillante: gioca due campionati non riuscendo però a finirne uno, lo colpiscono prima una malattia poi un infortunio alla caviglia. Quando si riprende il Napoli è l'unica squadra disposta a prenderlo e lui accetta; non conosceva Napoli, ma capì presto in che situazione si trovava:”Chiesi una villa e mi diedero un appartamento, chiesi una Ferrari e mi diedero una Fiat”. Poi il resto è storia. Porta in due stagioni il Napoli al primo posto in Serie A e nella partita vinta per 1-0 contro la Juventus del 3 Novembre 1985 provoca tra i tifosi due svenimenti e due principi d'infarto. Fa sognare la città e diventa l'eroe di una parte d'Italia che fino a quel momento era stata discriminata. Da quell'anno ogni napoletano aveva almeno una foto di Maradona appesa a casa. 

Nell'86 vince il Mondiale in Messico e fa due dei più bei gol della storia nella partita contro l'Inghilterra, prendendosi la rivincita sugli inglesi che avevano oppresso i sudamericani nella guerra delle Falkland. Con quei due gol si può spiegare il mito di Maradona, il gol con la mano e il gol dopo aver scartato tutti gli avversari lo rappresentano benissimo: un po' di disonestà, ma anche tanta genialità.

 


Dopo i mondiali però inizia un periodo in cui il personaggio di Maradona prende sempre più il sopravvento su Diego e la sua vita diventa impossibile: si diffonde la voce della sua dipendenza da cocaina e dei suoi costanti contatti con Carmine Giuliano, boss della Camorra. Questi problemi quindi inziano a ingigantirsi e Diego rimane completamente solo quando ai Mondiali del '90 l'Argentina elimina l'Italia in semifinale; la stagione dopo viene accusato di spaccio di cocaina e decide di scappare con la sua famiglia in Argentina, dove viene comunque arrestato.




Finito il Maradona calciatore rimangono solo un mucchio di errori e di problemi che fanno di lui una persona pericolosa e incapace di reggere quella vita, una caduta di stile senza precedenti. 

In un'intervista del 2004 poi ammette le sue debolezze e si scusa per non essersi fatto aiutare dai suoi familiari.  

E' stato un uomo che ha sempre dato il massimo per la sua famiglia, per l'Argentina e per il Napoli, ma fin da giovanissimo ha dovuto affrontare il peso di essere famoso e ha vissuto situazioni surreali che chiunque avrebbe fatto fatica a reggere. Ogni volta che usciva di casa c'era del trambusto e questo non lo metteva a suo agio. Di lui oggi ci rimangono il mito, ma anche l'ingenuità e la spensieratezza di un ragazzo che con il calcio voleva solamente comprare una casa ai propri genitori e che con la determinazione riuscì a raggiungere traguardi impensabili.




                                                                                                   Riccardo Pupino


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