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Cosa indossavo quando è finito l’universo - Martina Medici

Camminavano molto e parlavano esageratamente, ma se qualcuno gli avesse domandato il colore degli occhi l’uno dell’altro probabilmente sarebbe calato per la prima volta il silenzio. Non passeggiavano mai per puro piacere, o per lo meno, finora non l'avevano ancora fatto. Avevano sempre delle destinazioni, dei percorsi da seguire, tante parole aggrovigliate da sciogliere e pensieri da spolverare. Un classico giorno autunnale, per puro caso, decisero di sincronizzare la camminata e dirigersi insieme fino all’incrocio che successivamente avrebbe separato i loro percorsi. Giorno dopo giorno continuarono a camminare, camminare e salutarsi sempre con lo sguardo basso al bivio, iniziavano a conoscere le loro parti più nascoste, anche quelle che nemmeno loro stessi sapevano di avere. A volte, stanchi di camminare sempre con la testa china, decidevano di mettersi uno dietro l’altro e in fila continuarono il loro percorso, discutendo di tutti quei problemi che rimbalzavano nelle loro menti.

Sulla rotta balcanica

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  SULLA ROTTA BALCANICA I migranti senza diritti nel cuore dell’ Europa Noi siamo privilegiati. Abbiamo una situazione sociale e politica abbastanza buona, anche se con difetti,  da permetterci di vivere in una condizione stabile. Non si può dire lo stesso dei territori con circostanze più disagevoli che costringono 90 milioni di persone l’anno a scappare in altri paesi. La rotta balcanica rappresenta uno dei principali canali d’ingresso in Europa per i rifugiati provenienti maggiormente da Afghanistan, Pakistan, Siria, Iraq e Iran. I migranti si trovano ad affrontare questo percorso, attraversano vari stati Europei come Grecia e Bulgaria e transitano in paesi non-UE utilizzati per entrare nuovamente più a Nord nell’Unione Europea. Il passaggio nella rotta è contenuto da dure politiche di esternalizzazione che impediscono la richiesta d’asilo politico e l’eventuale permanenza in seguito al rifiuto di questa; in un secondo momento dopo  recenti avvenimenti, l’UE ha proposto ad altri pae

Afrodite - Matilde Avallone

Scrivere saggi scarabocchiando schizzi, sfogliando fogli fruscianti e frivoli. La pioggia picchiante produce un suono di trombe, di tetti e di ritmato tuono. Padre Zeus è qui, ti terrorizzi. Percepisci Febo. Nelle sue care braccia scivoli, ma le nubi scoprono il suo trono. Ed eccolo il sommo figlio di Crono. Fulmini e trombe, fari e tuoni,buio. Fulmini e trombe, fari e tuoni,buio. Lampi scroscio lampi scroscio lampi scroscio. Nero. Profondo nulla. Tamburi lievi. I lumi della sala s'accesero. Oratrios ringraziò il pubblico. Si spogliò dai cupi abiti neri. Si rivelò nel suo puro candore. La tragedia è finita. Applaudite. Èlios è ora libero. Gioite. Adesso la vedete. Esaudite. La bellezza. La vita. Afrodite.